“Non si avvicina all’uomo quindi è FOBICO!”
Ma è davvero così? Un cane che mostra diffidenza verso l’uomo, a prescindere dai motivi, è fobico? Non rispecchia i nostri canoni sociali e quindi è fobico?
Credo ci sia spesso un abuso di questo termine, soprattutto da chi non ha una preparazione adeguata.
È superficiale e ingiusto affermare che qualsiasi cane che mostra diffidenza nei nostri confronti sia fobico.
Il cane può avere timori, paure e fobie (ed è compito prima di tutto del Veterinario Comportamentalista diagnosticarle, non basta un finto titolo fatto di like sui social).
La diffidenza nei confronti dell’uomo può derivare da molteplici motivi, non solo legati a eventi, traumi ed esperienze negative (o mancate esperienze).
Un cane può essere diffidente nei nostri confronti anche per genetica. È un concetto difficile da comprendere ed accettare per molti, ma al mondo (anche nel Sud Italia) esistono anche cani di natura ferale (selvatica) o semi ferale.
Ovvero cani che scelgono di vivere lontano dall’uomo. Non hanno bisogno di noi, non sono stati abbandonati o traditi dall’uomo, ma sono cani che, per predisposizione genetica e da generazioni, vivrebbero autonomamente e lontano da noi.
Ed è giusto definire con superficialità anche loro fobici? Attribuendo loro un “problema” senza tener conto dei contesti, della genetica e delle nostre proiezioni?
Basterebbe approfondire, conoscere l’etologia, informarsi correttamente o, meglio ancora, affidarsi a chi ha una reale preparazione in materia, invece di lanciarsi in giudizi affrettati e superficiali.
Anche se fatti spesso in buona fede, questi giudizi non fanno sempre il bene del cane.
