Quando distruggiamo ciò che non sappiamo rispettare

Siamo bravissimi a distruggere tutto ciò che è vicino a noi, figuriamoci ciò che non lo è, ciò che non conosciamo. Bravi a voler controllare tutto, incapaci di capire ed accettare la libertà altrui.

Quella libertà che questo gruppo di cani si era guadagnato.

Un gruppo formato da almeno tre cani di natura semi-selvatica o selvatica (nati da una cagnetta, nata e cresciuta a sua volta nei campi lontano dall’uomo) e un quarto probabilmente rinselvatichito (allontanatosi da qualche abitazione o abbandonato, ma che ha scelto di vivere lontano dall’uomo). Cani in armonia ed equilibrio, liberi di viversi e gestirsi il loro tempo, lo spazio, le loro attività sociali.

Li ho osservati per diversi mesi (a scopo didattico) ma per brevi attimi, sempre a debita distanza (stando attento anche alla direzione del vento) per non dare fastidio, per non abituarli alla mia presenza, attento a non interferire con la loro vita selvatica e serena.

Non tutti i cani hanno bisogno dell’uomo e questi cani fanno parte di questa “categoria”, ma per molti questo è difficile da capire.

Trascorso qualche mese dall’ultimo avvistamento, mi accorgo che qualcuno provava ad avvicinarli, interferendo con i loro equilibri e da un giorno all’altro questo gruppo sparisce nel nulla. Li ho cercati, ma il nulla.

Il “benismo” da un lato e la cattiveria dall’altro hanno minato e distrutto la loro libertà, la loro integrità individuale e di gruppo, la loro vita.

Cani così, ahimè, si imbattono spesso nei “salvatori” e nei “giustizieri”, ed entrambi, involontariamente o volontariamente, non fanno il loro bene.

I “salvatori”, a tutti i costi, vogliono portarli via da lì, condannandoli poi a una vita lontana dalla loro o, peggio, dietro le sbarre di un canile, non conoscendo la differenza tra cane abbandonato e bisognoso dell’uomo e cane selvatico, in armonia lontano dall’uomo.

I “giustizieri”, invece, è inutile dire cosa vogliono e come agiscono.

Potremmo provare a convivere con alcune realtà, ma invece no: dobbiamo sempre rompere le palle.

E in questo siamo bravissimi.